messaggio
È caldo la sera.
Così caldo che ancora si sta con le finestre aperte, fino al momento di andare a dormire.
La mattina sono le cornacchie a farmi compagnia. Non ce n'erano cosi tante, prima. Ma adesso comareggiano e discutono da gran signore. Girano intorno, controllano. So che sanno.
A volte si sente sparare poiché è tempo di caccia e ogni colpo rimbomba nella valle. Tutto si tace per un secondo, poi il chiacchiericcio riprende, ineluttabile. Come fosse stato un niente, un colpetto di tosse. Chi spara deve saperlo: rimane comunque un niente.
La notte, invece, è un rapace solitario a farsi sentire. Assiolo? Gufo? Quest'estate era la civetta, ne sono certa, ma ora è un altro e più lontano.
Canta preoccupato.
Anche io sono preoccupata. Per lui, per noi, per le temperature prepotenti e fuori tempo, per il mondo alla rovescia, per questo nostro incedere umano senza ritegno né attenzione.
Si fanno le guerre. Ancora e ancora.
E non è più la nobile sfida all'arma bianca.
È la semplice e banale distruzione. Cieca e feroce.
Non si può neanche parteggiare per qualcuno. Nessuna parte è innocente. Sono innocenti coloro che vivono di quotidianità, di bambini che giocano ridendo, di cibo condiviso, di lunghe notti stellate a raccontarsi le storie.
E gli innocenti non hanno scampo. Non hanno un posto nel mondo.
Caro amico che canti solitario nella notte, dimmi, cosa vuoi dirci?
Hai un messaggio per noi?
No.
Tu sei in pace con ciò che ti circonda, da sempre.
Chi non ha pace sono gli esseri infestanti. La gramigna.
Eppure avremmo una scintilla divina...
* Richard Bowler Wildlife Photography


